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Ternana, un pomeriggio da incubo per le Fere

Ternana calcio, un pomeriggio da incubo

Si ritorna al punto di partenza, salto all’indietro come al gioco dell’oca. I quattro risultati utili consecutivi avevano fatto respirare la Ternana, ora tornata in piena bagarre retrocessione diretta. Quattro sonori schiaffi, una prestazione a tratti imbarazzante e la sensazione di poter rischiare l’imbarcata ogniqualvolta la Spal affondava. A tal punto che Beghetto e Lazzari sembravano Usain Bolt per come doppiavano, soprattutto il secondo, i rispettivi avversari. C’è poco da salvare in questo pomeriggio della vigilia purtroppo, soprattutto perchè gli estensi hanno messo in pratica il loro gioco, caratterizzato dallo sfruttamento dell’ampiezza campo, risultando la compagine che meglio si esprime in tale peculiarità nella serie cadetta. Eppure, si potrebbe scrivere a “bocce ferme” come utilizziamo dalle nostre parti, tutto ciò era abbastanza preventivabile cercando soprattutto di dirimere le loro sortite con l’aiuto degli intermedi di centrocampo i quali, dovevano venire in soccorso di Meccariello e Germoni. Già però ora sarebbe troppo facile infierire, quando i buoi sono fuggiti dalla stalla, ed il presepe rossoverde si è manifestato in un’area troppo spesso prenda di Zigoni, in versione hattrick, ed Antenucci. Il possesso palla concesso dagli emiliani ha poi ulteriormente messo in evidenza quelle carenze di un reparto offensivo il quale, non può certo prescindere da Felipe Avenatti, oggi risparmiato a seguito del problema muscolare avvertito ad inizio settimana. Un vero peccato perchè il girone di andata si chiuderà senza affermazioni esterne, uno zero preoccupante quanto significativo: due poker di reti subite, almeno una a partita nelle dieci trasferte del girone di andata. Sconfitta che dovrebbe far riflettere il manager Carbone anche in ottica mercato, sessione in arrivo che darà la possibilità alle contendenti per la salvezza di rinforzarsi. Cosa farà la Ternana? Non potrà certo stare a guardare perchè oggettivamente le alternative ai titolari, qualitativamente e soprattutto in termini di esperienza, sono davvero risicate nonostante i ventinove calciatori in organico. C’è prima da pensare all’Ascoli, ricaricare le pile e concentrarsi su un match sentito, delicato quanto fondamentale per chiudere dignitosamente il girone di andata. L’auspicio è quello di voltare pagina, limitare gli errori e reagire onde di evitare di finire in un tunnel senza via d’uscita

Tommaso M. Ferrante

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