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Ternana, tra proclami errori ed inesperienza

Ternana calcio, tra proclami errori ed inesperienza

La solitudine post  partita di affrontare i tifosi inviperiti, dopo l’ennesima delusione di questa stagione. Un emblema significativo, quello dei giocatori della Ternana sotto le due curve, sinonimo dell’assenza perdurante di voci provenienti dalla proprietà, escludendo il solo Carbone. E’ ormai trascorso più di un anno dall’ultima dichiarazione ufficiale rilasciata dall’AU. Il DG, attualmente in carica, è scomparso dai radar poco dopo dal suo insediamento mentre il DS è un incarico che ricopre il Carbone manager. Non scopriamo di certo nulla ma questo silenzio, nessuno ha spiegato il rinnovo del già citato avvenuto qualche settimana fa, corrobora quanto abbiamo visto nel dopo gara: una solitudine perdurante in un contesto di situazione sempre più preoccupante. Cosa penserà l’AU del penultimo posto della graduatoria? Una delle tante domande retoriche al momento senza alcuna risposta. Ed il problema si pone dal punto di vista prettamente tecnico. I rischi che si correvano ad agosto, ingaggiando un allenatore con 7 panchine in B come cv senza dimenticare lo staff il quale si è poi aggiunto, erano tangibili. Inesperienza la parola corretta che avrebbe potuto inficiare sul cammino percorso in questo torneo. Se all’inesperienza poi ci computiamo il preambolo fatto sopra: è notorio che, una nave alla deriva, potrà essere salvata soltanto da un equipaggio presente e competente. Ciò che ci ha colpito in questi mesi del Carbone allenatore-manager, oltre a diverse scelte tecnico tattiche, metodologia e gestione delle sedute, aspetti sui quali sarebbe troppo facile ora soffermarsi, sono state diverse dichiarazioni rilasciate. E la comunicazione poi diventa un boomerang soprattutto, probabilmente, se non si è abituati nel curarla nel contesto di guida tecnica (le sette panchine in B tornano utili come cartina tornasole in tal senso ndr). Facciamo riferimento, per citarne alcune, a quelle sul sistema di gioco con la difesa a tre, nell’indicare Francesco Flavioni (Gazzetta dello Sport 25 agosto 2016) miglior giovane della Serie B per poi mai utilizzarlo fin qui. Oppure sulle tabelle di marcia dell’operazione Natale sereno prima del trittico Vicenza-Spal-Ascoli. Tralasciando il debutto in conferenza stampa del 16 agosto sulla quale si è già detto e commentato. Ci sarebbero poi i tanti proclami fatti, un ottimismo smisurato ammirato nelle prime settimane, il giudizio su calciatori e modalità di approccio, a determinate domande poste, rivedibili. Perchè sottolineare tutto ciò? Perchè gli errori commessi da un punto di vista di inesperienza riguardano l’intera sfera dell’incarico ricoperto. Infine ci preme sottolineare una cosa: il possesso palla non è un elemento che si può prendere in considerazione per giudicare positivamente la prestazione di una squadra. Basta guardare le ultime quattro partite dove gli avversari lo accettavano, senza battere ciglio, prima di chiudere i varchi negli ultimi trenta metri e punirti alla prima disattenzione. Non è un caso che Avenatti e Palombi abbiano avuto pochissime opportunità e gli unici due gol sono arrivati a seguito di inserimenti dei centrocampisti. Già l’esperienza, è il rovescio della medaglia: studiare l’avversario prendergli le misure e portarsi a casa l’intero malloppo. La classifica è allarmante, il silenzio è disarmante come ciò che abbiamo visto ieri. Un derby sentito come quello contro l’Ascoli, al quale hanno assistito 1800 paganti, di questi la metà provenienti dalle marche. Sarebbe anche lecito farsi una domanda a questo punto, esulando il discorso del freddo o della presenza delle tv. Assenze, giustificatissime, che si sommano ad assenze ben più pesanti..

Tommaso M. Ferrante

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