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Ternana, un calciomercato in salita per i rossoverdi

La sessione in arrivo aprirà i battenti il prossimo 3 gennaio del nuovo anno

Ternana, un calciomercato in salita per i rossoverdi

Si è chiuso con i classici “botti” di fine anno, seppur anticipati di un giorno, il 2017 della Ternana. Il comunicato del patron Bandecchi, la risposta di mister Pochesci e la decisione di proseguire insieme il percorso cadetto. Un cammino che, giocoforza, dovrà incontrare la sessione di calciomercato in apertura il prossimo 3 gennaio. A quel punto il direttore sportivo Luca Evangelisti entrerà in scena per apportare i giusti correttivi all’organico. Con tutta probabilità, in primo luogo, si penserà alle operazioni in uscita. Nello specifico quei calciatori che hanno trovato poco o per nulla spazio in questo girone di andata. Ma in questi ventotto giorni le difficoltà da superare non saranno di certo secondarie.

Ternana, un calciomercato in salita per i rossoverdi

La sessione di gennaio, rispetto a quella estiva, ha una durata molto più ristretta. Ufficialmente ventotto giorni, come scritto in precedenza, rispetto ai due mesi (ufficialmente scrivendo ndr) dal 1 luglio al 31 agosto. Inoltre la scelta societaria di non inserire calciatori stranieri di fatto, dato puramente oggettivo e non soggetto ad altre valutazioni di connotazione diversa, limiterà il raggio d’azione. Infine è impensabile che, a meno di offerte irrinunciabili, le società cadette concorrenti cederanno i propri pezzi migliori. Ne è un caso specifico anche la Ternana la quale ha valorizzato Montalto e Carretta oggetto di interessamenti di due squadre “big” (ne scriviamo a parte). Ed ecco aprirsi tre scenari possibili: operazioni di scambi seppur piuttosto complicati da concretizzare, se non già imbastiti in anticipo. Inoltre agganciarsi a qualche club di A, nell’andare a cercare calciatori poco impiegati e propensi a scendere di categoria. Condizioni che però dovranno essere riviste bene anche suddividendo l’ingaggio tra le parti. Infine pescare dalla Serie C talenti da valorizzare. In questo caso però il rischio sarebbe quello di sottovalutare il problema. Ed a nostro avviso il problema si chiamano mancanza di esperienza e personalità. Ecco perchè non sarà affatto facile superare scogli e diffidenza da parte dei protagonisti. Sui discorsi di natura economica non entriamo. E’ pur vero, come si dice a Terni che “Senza lilleri non se lallera”. Di conseguenza sarà un altro fattore da prendere in considerazione. Ora parola alle trattative con la speranza che la strada da percorrere sarà meno impervia!!!

Tommaso M. Ferrante