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Nutrizionista Greta Astorri Valentini
Speciale Calcio e salute, la frattura del metacarpo: trattamento e riabilitazione

Speciale Calcio e salute, la frattura del metacarpo: trattamento e riabilitazione

Speciale Calcio e salute, la frattura del metacarpo: trattamento e riabilitazione

Frattura del quarto metacarpo rispettivamente della mano destra e sinistra per Federico Furlan e Tommaso Pobega. I due calciatori della Ternana si sono infortunati durante i match disputati rispettivamente contro Fermana e Sudtirol. A seguito di tale problematica riscontrata l’ex attaccante esterno del Bari è dovuto ricorrere ad un intervento di riduzione avvenuto a metà del mese scorso. A tal proposito il fisioterapista dottor Alessandro Diomedi ha curato una speciale relativo a questa tipologia di infortunio, piuttosto particolare. Buona lettura

Le ossa metacarpali fanno parte del gruppo di ossa della mano, più in particolare del palmo. Sono 5 ossa lunghe che collegano il polso alle dita e vengono numerate dal primo osso al quinto partendo dal pollice verso il mignolo ( metacarpo del pollice è il primo osso metacarpale). Su queste s’ inseriscono strutture muscolo-tendinee e legamentose importanti per la  stabilità della mano. I più rilevanti sono i carpo-metacarpali ( tra polso e mano).

La frattura di queste ossa è molto frequente nel mondo dello sport, soprattutto negli sport da contatto ( pugilato, karate, ecc…), ma sta divenendo sempre più frequente anche nel mondo del calcio a causa delle modalità di gioco sempre più fisiche e veloci che portano a cadute più frequenti. Il meccanismo di frattura più comune è dovuto ad una caduta diretta sul pugno chiuso, anche se sono in aumento le lesioni collegate ad un trauma diretto (come un contrasto in cui la mano viene coinvolta). In misura minore, possonno creare questo tipo di problema anche incidenti domestici e lavorativi.

I sintomi sono rappresentati da un immediato gonfiore alla mano e dolore che può arrivare fino alle dita, impossibilità di muovere liberamente la mano (soprattutto flesso-estensione), ematomi e sporgenze ossee sul profilo dorsale o palmare della mano.

IL TRATTAMENTO prevede fin da subito l’immobilizzazione della mano con una benda e l’immediata applicazione di ghiaccio. Una volta messa in sicurezza è bene recarsi subito al pronto soccorso per eseguire una lastra (RX) al fine di valutare il tipo dell’eventuale frattura: se è composta verrà semplicemente ingessata la mano; se è scomposta, dopo essere stata riallineata mediante alcune manovre verrà ingessata. In entrambi i casi il gesso andrà tenuto per circa 30 giorni. Solamente  nel caso in cui la manovra non riesca a riallineare i frammenti ossei o ci siano troppi frammenti, sarà necessario intervenire chirurgicamente.

LA RIABILITAZIONE sarà necessaria non appena tolto il gesso per recuperare il prima possibile tutte  le funzionalità. Questa prevede delle mobilizzazioni, terapia manuale ed esercizi specifici per il recupero dei movimenti più fini.

Tommaso M. Ferrante

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