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Ternana, uno spiraglio nel tunnel senza via d'uscita
Foto Luca Pagliaricci

Ternana, uno spiraglio nel tunnel senza via d’uscita

Ternana, uno spiraglio nel tunnel senza via d’uscita

Rimini-Ternana, secondo atto dopo la sospensione dello scorso 30 dicembre 2018. A distanza di quasi due mesi i rossoverdi hanno optato per due cambi in panchina, tre allenatori diversi con risultati assai discutibili. Si è riusciti persino a far peggio dello scorso inizio anno: in quel frangente la vittoria arrivò dopo otto partite da inizio 2018, ora siamo a tre pareggi e cinque sconfitte con nuovo ‘primato’ negativo da eguagliare in campionato relativo al torneo 1992/1993. Cosa c’è da salvare in questa ennesima prestazione, oggettivamente sotto il trend atteso? Ecco le nostre risposte

Ternana, uno spiraglio di luce

In primo luogo mister Gallo ha proposto un sistema di gioco che ha permesso di dare un pizzico di profondità alla manovra. Il 4-4-2 è premiante soprattutto se si utilizza Furlan come ala pura e le due manovre avvolgenti, preparate nel primo tempo senza però finalizzazione, vanno reputate come ottimo biglietto da visita almeno in linea teorica. L’abbraccio di tutto il gruppo dopo il pareggio di Diakite può essere interpretato in modo positivo. Infine le dichiarazioni del mister a fine partita che condividiamo: cercare di ritrovare la voglia di giocare a calcio, scacciando le paure. Corretto, lapalissiano da portare sul campo e le intenzioni positive del mister trovano i primi riscontri anche nell’impartire i dettami ai ragazzi sul terreno di gioco.

Tuttavia si tratti di spiragli perchè il tunnel è ancora nero, senza uscita come si evince nei numeri. Settimo rigore fischiato in nove partite ufficiali del nuovo anno, le stesse senza vittoria per le Fere che non trovano i tre punti fuori casa dal 7 novembre. Si è intravisto un minimo di reazione allo svantaggio ma ancora è troppo poco, davvero troppo poco rispetto a quanto è auspicabile attenderci. Infine una costatazione sul mercato. La cessione di Lopez e l’infortunio di Giraudo complicano ulteriormente i piani del tecnico Fabio Gallo. Non aver acquistato un’alternativa al giovane scuola Torino e non averlo fatto neppure a destra aumenta ulteriormente i rimpianti di una stagione che sta scivolando sempre più nell’anonimato

Tommaso M. Ferrante

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