San Venanzo, Julian Curri ‘Il calcio è lezione di vita’

San Venanzo, Julian Curri ‘Il calcio è lezione di vita’

Il rocambolesco 5-4 che si è ammirato in Gualdo Casacastalda-San Venanzo domenica scorsa, sancisce l’addio al calcio giocato del centrocampista Julian Curri. A rendere memorabile la personale sfida c’è stato anche un super gol realizzato in rovesciata sugli sviluppi di un corner. Una carriera ricca di esperienze importantissime, con la Serie D disputata tra Teramo e Sporting Terni. Per motivi di lavoro il mediano ha deciso di abbandonare l’attività sportiva che lo ha accompagnato per una vita. La redazione di www.calcioternano.it rende omaggio al giocatore classe ’91 con un’intervista che ripercorre tutta la sua carriera.

L’ultima partita e l’ultimo gol di Julian Curri

“L’emozione che ho provato al momento della rete è stata talmente grande che nel ritornare a centrocampo mi sono emozionato, perché tutto avrei pensato tranne che sarebbe finita così. È il secondo gol più bello della mia carriera, perché l’anno scorso l’avevo fatto identico ma di sinistro in casa contro il San Giovanni Bosco. Una rete che però sicuramente ricorderò di più per il giorno in cui l’ho fatto”.

Le stagioni e le partite più belle

“Più che una di stagione migliore di tutte, in realtà ce ne sarebbero due. La prima è quella di Teramo perché è stata quella che mi ha maturato e perché è stata la piazza più importante dove ho giocato e ho avuto l’onore e la fortuna di viverla giocando. La seconda è il primo anno a San Venanzo, dove insieme ad una gruppo di ragazzi fantastici ho avuto la fortuna di vincere un campionato. Altre importanti per la mia carriera sono state quelle ad Arrone e all’Orvietana. La partita che non dimenticherò mai è quella contro il Collepepe Pantalla in casa quando al 93’ su una punizione battuta da Marco Ciani ,uno dei giocatori più forti che abbia mai giocato dopo Andrea Bagnato, ho realizzato il gol della vittoria del campionato in casa davanti ad un pubblico Pazzesco che non aspettava altro”.

Le dediche

“Il mondo del calcio in me lascerà una grandissima esperienza di vita. Perché solo chi vive uno spogliatoio può capirlo. Il calcio è lezione di vita. Non è solo correre dietro ad un pallone come la maggior parte delle persone pensa. Per me il calcio è stato sacrificio, determinazione e superare ogni volta il limite per raggiungere l’obiettivo finale. Dediche? Ce ne sarebbero tantissime. La più importante la voglio fare alla mia famiglia e alla mia futura moglie, perché ho avuto momenti difficilissimi dovuti da infortuni e altro, ma loro ci sono sempre stati e mi hanno dato la forza di rimettermi sempre in gioco. Però vorrei fare una dedica anche alla società San Venanzo per aver creduto fortemente in me in questi ultimi tre anni e al mister Ettore Turchi che mi ha saputo gestire e mi ha sempre voluto in mezzo al campo, anche quando non potevo per problemi fisici. E aver avuto un allenatore come lui è stato un onore”.

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