Virtus Baschi, il racconto di Alessio Gasparri: “Tanti i ruoli ricoperti nel calcio”

Virtus Baschi, il racconto di Alessio Gasparri: “Tanti i ruoli ricoperti nel calcio”

Nuovo contest: “Raccontalo a calcioternano.it”. Narraci un aneddoto che ha caratterizzato la tua vita calcistica nel mondo dei dilettanti ternani. Inviaci il racconto a info@calcioternano.it oppure sulla chat messenger del profilo facebook di Redazione Calcio Ternano. Di seguito la storia di Alessio Gasparri attuale allenatore della Virtus Baschi.

“C’è una linea sottile tra il calciatore e l’allenatore in età abbastanza giovane. Avendo 32 anni, ho conseguito il patentino da tecnico pochi mesi fa, vedo che molti dei miei coetanei ancora scendendo in campo. L’aver scelto di sedere in panchina è stata una decisione che non prendono in molti alla mia età. Ho pensato diverse volte, nella mia carriera da calciatore, nello smettere di giocare. Tanti sono stati gli infortuni subiti.”

Riavvolgiamo il nastro

“Ricordo quando facevo parte dell’ACD Allerona, stagione 2011-2012, allenata da Moreno Baldini che per me è stato una guida calcistica. Il mister l’ho avuto per 5 anni nella Juniores e poi per altri 5 nelle varie prime squadre: un anno all’Audax e poi nell’Allerona. Ho sempre pensato, dentro di me, di conseguire il patentino e di poter allenare. Anche in campo mi è sempre piaciuto essere molto “vivo” e dare consigli ai miei compagni. Non pensavo però di avere la certezza che tutto questo, un giorno, si potesse avverare. Nella stagione accennata poc’anzi, nell’ultima gara di campionato contro il Sangemini, mi sono rotto il crociato. Inizialmente è balenata in me l’idea di smettere di giocare, poi pensandoci bene, anche consigliato dall’ortopedico Pietro Monachino, ho deciso di mettermi sotto con la riabilitazione e ho continuato a giocare rientrando nel marzo 2013 sempre con l’Allerona. Ho visto che il ginocchio rispondeva bene cosi decisi di disputare anche la stagione successiva quella 2013/2014.”

L’addio al calcio giocato e la ripresa alla Virtus Baschi

“Poi per via di alcune vicissitudine famigliari: mi sono sposato, è nato mio figlio e sono andato a vivere a Baschi ho smesso per circa tre anni con il calcio giocato. Nell’estate di due anni fa i dirigenti della Virtus mi hanno cercato e mi hanno convinto a tornare a calcare i campi. Certo dopo tre anni di inattività calcistica ho fatto un po’ fatica. Nonostante tutto sono riuscito a mettermi in forma e con passione e sacrificio per lo sport, ho trascorso un’ottima annata con i ragazzi gialloverdi anche se i risultati sono stati abbastanza negativi. Nelle ultime sei partite di campionato, forse un segno del destino, l’allenatore si è dimesso ed io, infortunato, ho chiesto alla società di traghettare la squadra fino al termine della stagione. Da li mi è scattata una molla, cioè quella di continuare nel ruolo di allenatore.

I tre ruoli nella Virtus Baschi

“La stagione successiva, cioè questa in corso, ho assaporato l’idea di essere confermato come tecnico. Però non avendo ancora conseguito il patenti questo non è potuto accadere. La mia voglia di rimettermi in gioco, come calciatore, era smarrita. Non avevo, però, nessuna voglia di lasciare il calcio. Ho proposto alla società di intraprendere il ruolo di direttore sportivo, loro con molto entusiasmo hanno accettato. Nel frattempo mi sono iscritto a Perugia per conseguire il patentino di licenza D per le prime squadre. Un anno molto pieno in temine di impegni. L’estate trascorsa è stata entusiasmante sia per il mercato svolto, si è stravolto l’intera rosa della Virtus Baschi, ma anche per aver conosciuto dirigenti di altre società.

A settembre ho iniziato il corso e quindi ho un po’ trascurato la squadra anche se telefonicamente, e la domenica nelle partite, ci sono sempre stato per tutti. Una volta conseguito il patentino ho trovato un altro allenatore dimissionario sulla mia strada. Ho quindi messo subito in pratica quello insegnato al corso diventando il nuovo allenatore della Virtus Baschi. Ed ecco qua la mia storia, nell’arco di due stagione nel club gialloverde ho interpretato tre ruoli: giocatore, direttore sportivo ed allenatore. Dopo la fine della carriera da calciatore, seppur in categorie minori ma molto lunga, sono arrivato dove volevo essere cioè diventare il responsabile di una prima squadra. Speriamo sia la prima di una lunga esperienza!”

 

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