Coronavirus, l’Umbria non ha aiutato i presidenti e le società a fronteggiare la crisi: cosa è accaduto

Coronavirus, l’Umbria non ha aiutato i presidenti e le società a fronteggiare la crisi: cosa è accaduto

Un nuovo stop dettato dalla ordinanza regionale e successivo DPCM. L’emergenza sanitaria è tornata prepotentemente in auge con la seconda ondata di contagi. Per questo motivo sono state necessarie una serie di misure contenitive – volte a limitare la diffusione del Coronavirus – le quali hanno interessato anche lo sport dilettantistico. Le società, in questi mesi, per riprendere l’attività si sono conformate a tutti i protocolli sanitari con conseguenti ed ulteriori spese da sostenere. A questo vanno aggiunti i mancati introiti degli sponsor poiché, come è noto, alla pandemia si è computata anche l’emergenza economica che ne è derivata. All’impegno notevole profuso dai club erano attese delle risposte da parte del Comitato Regionale Umbro. Una mano da tendere per cercare di uscire quanto prima da una situazione estremamente critica, acuita dalle notevoli difficoltà emerse nel tornare a correre dietro ad un pallone.

Scadenze e rate

Andando a comparare le scelte adottate dall’Umbria con gli altri comitati regionali si evince quanto segue. In primo luogo è doveroso sottolineare come, la nostra regione, sia stata una delle poche a richiedere il pagamento dell’iscrizione in un’unica tranche. C’è chi ha previsto due rate come il Veneto, tre (Sardegna) o ben quattro. Un caso quasi unico, poiché solo altre tre si sono allineate in questo senso. Perché poteva essere importante operare in modo differente? Il pagamento scaglionato permette ai club di poter ragionare in ottica di medio periodo, semplicemente respirare da un punto di vista prettamente economico o magari reperire le risorse necessarie, avendo più tempo a disposizione. Ulteriore elemento valutativo accomuna chi ha prediletto tale opzione. L’ultima soluzione infatti è stata indicata nel mese di febbraio 2021 proprio per dare un margine di manovra più ampio. Tale distribuzione delle rateizzazioni ha sicuramente apportato dei benefici per i club aderenti ai rispettivi comitati, diversamente dai nostri.

Anticipazioni

Altro aspetto interessante riguarda le anticipazioni in conto spese, una delle voci che fanno cumulo nel computo delle iscrizioni. Per il torneo di Eccellenza risultano 4200 euro mentre 3500 euro per la Promozione, 2700 per la Prima e 2500 per la Seconda Categoria. Successivamente siamo andati a dare uno sguardo al di fuori del territorio regionale. Il comitato del Piemonte e della Valle D’Aosta, ad esempio, ha previsto un abbattimento del 61% dei costi complessivi. Ponendo come ipotetico riferimento il campionato di Promozione il comitato che ha previsto l’importo più alto – dopo l’Umbria – è la Lombardia con 2450 euro. Ragguagliandolo ai dati sopracitati è evidente che sia inferiore a tutti gli altri. Le restanti sono allineate al ribasso ed in alcune di queste – addirittura –siamo sotto i mille euro. Citiamo come esempio le Marche, una delle pochissime ad aver previsto la scadenza unica. Ebbene in questo comitato il conto anticipazioni è di appena 400 euro per Eccellenza e Promozione, 300 per Prima e Seconda Categoria.

Riflessioni

Dopo aver ascoltato presidenti e dirigenti, un po’ di tutte le categorie, ci siamo resi perfettamente conto quanto sia stato complicato riaccendere i motori in questa stagione. A spese maggiori sono venuti meno gli aiuti da parte di sponsor ed anche l’impossibilità di poter attingere agli introiti relativi alle scuole calcio, nei mesi scorsi, ha fatto la differenza. Ci ha profondamente colpito la decisione del Giove di rinunciare, dopo aver formalizzato l’iscrizione. Una società modello del nostro territorio che ha sempre cercato di puntare sui ragazzi del territorio per spirito di aggregazione e condivisione. Crediamo dunque che si poteva fare di più e magari, solo per questa stagione così particolare nel suo genere, cercare di trovare una soluzione maggiormente confacente con le esigenze delle società.

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