Amerina, Dino Scaia: “Lievitati i costi. Stringiamo i denti per i nostri ragazzi”

Tommaso M. Ferrante   11:13   13/11/2020   Promozione    425 views

Amerina, Dino Scaia: “Lievitati i costi. Stringiamo i denti per i nostri ragazzi”

Il calcio dilettantistico umbro è fermo al palo. Una situazione, purtroppo, già vissuta a marzo a seguito della prima ondata di contagi. Non era possibile fare diversamente. Il ritorno dell’emergenza sanitaria ha colpito duramente anche il settore dello sport con tutte le conseguenze del caso. A tal proposito il presidente dell’Amerina Dino Scaia è intervenuto al taccuino di www.calcioternano.it. Una testimonianza su quanto accaduto all’interno del club biancoceleste, le difficoltà e gli scenari per il futuro del club e del calcio dilettantistico regionale.

Presidente come è andata la ripartenza in estate?

“Siamo stati in grado di ripartite in sicurezza. Abbiamo messo in atto tutte le disposizioni, i presidi che le autorità ci hanno consigliato. Sicurezza – sottolinea il presidente – per gli atleti ed il personale il quale lavora nella nostra società. Il problema è il medesimo. Nel calcio dilettantistico si naviga a vista ormai da diversi anni. Ora le sponsorizzazioni sono notevolmente diminuite, la pandemia è tornata in modo evidente ed i costi aumentati anche per tutte le procedure previste, a scapito di una sensibile diminuzione delle entrate. Il nostro bacino conta molto sul terziario, artigianato, industria. La crisi ha tagliato le gambe a tutti e di rimbalzo anche all’attività sportiva, stroncandocele anche a noi”.

Si aspettava degli aiuti per le iscrizioni?

“Personalmente l’avrei fatta a costo zero. Tutti conoscono le difficoltà. Capisco che ci sono delle spese, parte di queste pagate con le quote di iscrizioni. Si poteva gestire la situazione, da un punto di vista prettamente economico, forse un po’ meglio. Un poco ci rimani male, accetti le decisioni, stringi la cinghia e vai avanti. L’obiettivo preponderante è quello di coltivare il nostro settore giovanile e farlo con sacrificio. Contiamo 170-180 ragazzi. Si soffre, abbiamo fatto degli investimenti – lo scorso anno – come il rifacimento del campetto a cinque, interventi su quello a nove, lavori di ristrutturazione alle strutture. Una grossa mano era arrivata anche dagli sponsor. Ora anche per il pagamento delle rate, non è facile”.

Ripartenza e futuro

“Dovevamo dare un segnale che l’ambiente dilettantistico è vivo per affrontare questa situazione. Abbiamo iniziato la preparazione gli ultimi di agosto, pronti a fare la nostra parte. Tempistiche? Direi il procedimento è stato corretto ossia prima la Coppa regionale, poi il campionato purtroppo stoppato. C’è un qualcosa più grande di noi da gestire e dobbiamo fare di necessità virtù. Sono un medico e combatto tutti i giorni con questa emergenza”. Gli scenari: “Fermarsi completamente non penso sia una cosa ben fatta. Pandemia permettendo, aspetterei e ripartirei eventualmente stringendo i denti e giocando anche durante la settimana. Poi se si dovesse terminare a maggio o metà giugno pazienza. Magari si ripartisse. Se noi fermiamo un campionato sono convinto che il 20 – 30% dei ragazzi smetteranno. Naturalmente se sarà possibile proseguire ed in estrema sicurezza”.

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