Ternana, Patrizio Pongoli racconta la sua scaramanzia: “Dieci chilometri di camminata durante le partite”

Tommaso M. Ferrante   09:13   08/04/2021   Ternana Calcio    984 views

Ternana, Patrizio Pongoli racconta la sua scaramanzia: “Dieci chilometri di camminata durante le partite”

“La mia vita scorre tutta intorno agli eventi della Ternana”. Patrizio Pongoli è uno storico supporter delle Fere. Ad aprile 2012 Leonardo Bianchini lo definì ‘Il tifoso numero 1’ durante i festeggiamenti della promozione in Serie B. Da quando era piccolo segue gli amati colori, rigorosamente allo stadio. A causa dell’emergenza sanitaria, come è noto, ha potuto assistere a due gare casalinghe contro Potenza e Foggia. Poiché non è possibile esternare tutte le emozioni provate al Liberati, ha deciso di dar vita ad una particolare quanto originale scaramanzia: “Sono molto legato all’impianto di Viale Brin. La prima gara vista in assoluto risale al 1967 ossia Ternana-Internapoli 1-0. Dato che non riesco a guardare le partite in tv, troppa la tensione che si accumula senza dimenticare l’impossibilità di esprimere ciò che sento, decisi di adottare una personale iniziativa durante il campionato. Alle 15 in punto, fischio di inizio delle gare, partivo da rocca San Zenone, proseguendo a piedi a Borgo Bovio fino al camminatoio del Serra. In prossimità della fine dei primi tempi arrivavo alla pista. Su facebook poi postavo delle foto che testimoniavano il tutto. In prossimità del parcheggio è presente un cartello con scritto ‘Aurora’ il nome della mia nipotina. Insomma un ulteriore motivo per mettere in pratica tale iniziativa”.

Ci sono ulteriori particolarità: “Non ho mai voluto conoscere il risultato. Tra primo e secondo tempo proseguivo verso la zona denominata ‘Capri’ per poi tornare in direzione casa. Poiché ha portato sempre bene ho continuato anche dopo la sconfitta di Catanzaro. Non riesco a gestire l’emotività, davanti alla televisione. Lo stato di agitazione era così evidente che mi sono fatto, ogni volta, dieci chilometri di camminata. Alla fine delle gare ricevevo la telefonata del mio amico Simone Vitiello con il quale gioivamo insieme del risultato”. Un solo ‘strappo’ alla regola per Patrizio contro l’Avellino, ormai a promozione quasi acquisita, poi divenuta realtà al triplice fischio.

“Sono un tipo molto scaramantico. Nel 1992 – ad esempio – quando andammo in Serie B tutte le sere mamma mi cucinava un coniglio in padella. Nel 2015, a salvezza acquisita, insieme a Marco Barcarotti e Simone Vitiello ci recammo a Perugia a piedi. Vicino casa mia, inoltre, c’è un gatto nero. Prima lo vedevo come porta sfortuna, poiché in passato spesso maturavano delle sconfitte. Ora è diventato il mio porta fortuna da questa stagione. Se la Ternana perde sto male tutta la settimana.”

Dalla fine anni sessanta in poi Patrizio ha vissuto quasi tutte le promozioni: “Questa però la metto al primo posto, anche senza andare allo stadio. E’ stata una Ternana che ci ha permesso di gioire tutte le domeniche mentre le altre promozioni sono state sofferte. Un presidente mai avuto in precedenza ed una programmazione calibrata anche per un prossimo futuro in Serie A. Nel corso del campionato abbiamo ammirato una squadra incredibile. E’ stata una bellissima stagione seppur distanti dall’impianto di gioco”.

Infine a Patrizio chiediamo tre giocatori simbolo: “Cesar Falletti è l’emblema di questa squadra. Al secondo posto metto Federico Furlan e Antonio Palumbo. Tutti bravi ma per loro una menzione particolare”.

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