Il portiere nel calcio moderno: dal calcio totale olandese fino alla moderna costruzione dal basso

Alessandro Madolini   17:00   28/03/2023   Varie    76 views

Il portiere di oggi deve essere un po’ Pirlo e un po’ Xavi

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione tattica nell’interpretazione del ruolo del portiere. In effetti, agli estremi difensori del calcio moderno, non si chiede più solamente di difendere la porta e di guidare la difesa, ma anche di partecipare attivamente al possesso palla e alla costruzione della manovra offensiva.

I portieri di oggi infatti, oltre a dover essere bravi con le mani, devono esserlo anche tecnicamente con i piedi per poter dialogare costantemente con i propri compagni, senza incorrere in rischi eccessivi.  Uno dei motivi che si cela dietro questa filosofia di gioco, risiede nel fatto che il portiere, essendo l’ultimo giocatore della propria squadra, è quello che ha la visione del campo più ampia e completa. Pertanto, il portiere di una squadra che punta sulla costruzione dal basso deve anche avere un ottimo senso della posizione e una buona visione di gioco. L’abilità di smarcarsi inoltre, permette al portiere di effettuare passaggi rasoterra che possono scavalcare la prima linea del pressing avversario. Infine, i portieri di oggi sono fondamentali anche nel far originare le ripartenze con lanci lunghi, sia con le mani che con i piedi. Ecco perché il portiere, sia che giochi per un allenatore dalla filosofia risultatista che per uno dalla filosofia giochista, è sempre essenziale nell'impostazione del gioco e deve saper essere allo stesso tempo un regista un po Pirlo e un po Xavi . Infine, tecnica e precisione non bastano, ma è necessaria anche velocità di esecuzione, fondamentale sia per eludere il pressing che ripartire in contropiede.

“Se Pirlo taglia, Xavi cuce”

Costruzione dal basso, calcio totale e tiki-taka

La filosofia della costruzione dal basso non è un’invenzione moderna, bensì una filosofia del calcio totale olandese inventato da Rinus Michels e perfezionato da Cruijff negli anni ‘70. Il primo portiere famoso per la sua partecipazione attiva al possesso palla è stato Jan Jongbloed della nazionale olandese, il quale, durante i Mondiali del ‘74, stupì critica e spettatori per le doti tecniche che lo rendevano un un vero e proprio regista aggiunto. Inoltre, pur non essendo neanche un professionista, fu titolare a discapito del più quotato Jan van Beveren proprio per le sue abilità con i piedi. Inoltre, arrivò in finale subendo una sola rete, indossava la maglia numero 8 e giocava quasi sempre senza guanti.

Il calcio totale ebbe il consenso della critica italiana solo negli anni ‘80 e ‘90 grazie al Milan di Sacchi, ma in realtà fu sperimentato anni prima e con discreto successo già in provincia. Su tutti, oltre al Parma dello stesso Sacchi, ricordiamo il Pescara di Galeone, il Foggia di Zeman, il Torino di Luigi Radice e la Ternana di Viciani che ebbero il coraggio di professare un calcio lontano da quella che allora era la tradizione italiana.

Quali sono i migliori portieri nella costruzione dal basso?

Il calcio totale, rinominato tiki-taka per alcune differenze tecnico-tattiche, è stato riportato in auge dal Barcellona di Guardiola, non a caso uno degli allievi prediletti di Cruijff.

Il successo ottenuto dalla squadra blaugrana e in contemporanea dalla nazionale spagnola, ha fatto da modello nel guidare la rivoluzione tattica degli ultimi 15 anni, compresa quella che ha toccato il ruolo del portiere. Il migliore in assoluto nell’interpretare questo nuovo ruolo è stato probabilmente Neuer, ma non vanno dimenticati i brasiliani Alisson ed Ederson, scelti rispettivamente da Klopp e Guardiola per guidare Liverpool e Manchester City.

In Italia, il numero uno è sicuramente Maignan, tra i migliori portieri della serie A secondo Bordon, non solo per la capacità di difendere la propria porta, ma anche per l’impatto tattico che riesce ad avere nello scacchiere di Pioli. Tra i migliori interpreti della costruzione dal basso nel nostro campionato, ci sono anche Meret che contribuisce in modo determinante all’incontrastato possesso palla del Napoli e Onana, scuola Barcellona ed Ajax.

Nonostante il successo che hanno avuto le squadre che professano il calcio totale (esempi recenti proprio il Milan e il Napoli), non bisogna dimenticare che non tutte le squadre o tutti gli estremi difensori sono adatti alla costruzione dal basso. Quindi, valutare le doti tecniche di un portiere e il calcio adottato dal suo allenatore, può essere infatti tra i fattori più determinanti da prendere in considerazione nella scelta delle scommesse serie a.

E se è vero che qualche rischio di troppo è il prezzo da pagare per acquisire tecnica e coraggio in una zona pericolosa come la propria area di rigore, è anche vero che certi errori possono costare troppo caro (vedi Donnarumma su Benzema in Champions).

“Il portiere oltre a parare, deve saper costruire il gioco dal basso e diventerà un centrocampista aggiunto”

Luciano Spalletti

Ultime News:

Logo Calcio Ternano

Contatti

Testata registrata al Tribunale di Terni - Autorizzazione 4/2014 del 02/09/2014 - Direttore responsabile: Tommaso Maria Ferrante

Copyright 2014-2019 © Associazione Calcio Ternano, Tutti i diritti riservati. | P.Iva: 01532450556 | Powered by