Fanello UFFCIALE, Silvio Corinti: "Ci ritiriamo dal campionato." Le motivazioni

Fanello UFFCIALE, Silvio Corinti: "Ci ritiriamo dal campionato." Le motivazioni

Il Fanello si ritira dal campionato, girone B della Promozione. La formazione orvietana, nell'ultimo turno non si era presentata in campo nel match casalingo contro il Torgiano, motiva la sua decisione attraverso un comunicato a firma del presidente Silvio Corinti. Di seguito la nota del club:

"Nello sport, siamo abituati a pensare che le sconfitte più pesanti arrivino al triplice fischio Invece, la sconfitta più bruciante per la nostra società è maturata lontano dal terreno di gioco, tra assenze ingiustificate, ammutinamenti silenziosi e una mancanza di rispetto che nulla ha a che vedere con i valori della maglia. Con profondo rammarico, comunichiamo il ritiro ufficiale della squadra dal campionato. Una decisione sofferta, quasi obbligata, figlia di una situazione diventata insostenibile."

Le tante vittorie e le difficoltà incontrate quest'anno: "In cinque anni la nostra squadra è passata dal campionato di seconda categoria fino al campionato di promozione, un percorso bello ed emozionante, altre realtà anche più blasonate sono riuscite, e non tutte, a fare lo stesso percorso in trent’anni di attività. Quest’anno nonostante un percorso tecnico difficile e una serie di risultati negativi collezionati proprio con chi oggi ha deciso di voltare le spalle, la società e lo staff tecnico hanno sempre garantito supporto e presenza.

Tuttavia, la risposta è stata un muro di gomma:

  • Ammutinamento ingiustificato: giocatori che, nonostante le convocazioni ufficiali, hanno disertato allenamenti e partite
  • Alibi e accuse: un puntare il dito contro la società e i tecnici per mascherare una resa che, sul piano sportivo, era già evidente;
  • L’ombra del “mercato laterale”: il sospetto, purtroppo fondato, di interferenze da parte di altre società che, con fare poco etico, hanno contattato i tesserati offrendo condizioni “di favore” a stagione in corso."

Duro attacco al sistema: "La passione che dovrebbe essere il motore trainante per fare sport a livello dilettantistico è venuta meno a favore dei soldi. La conseguenza è stata matematica quanto tragica: una rosa talmente decimata da non permettere nemmeno il raggiungimento del numero minimo di 11 atleti per scendere in campo. Di fronte all’impossibilità di onorare l’impegno sportivo con la dignità che questo club merita, la chiusura anticipata è stata l’unica via rimasta.

Non possiamo e non vogliamo appoggiare questo sistema. Se il calcio, anche a questi livelli, diventa un luogo dove l’impegno vale meno di una promessa sottobanco e dove la sconfitta diventa una scusa per scappare dalle responsabilità, allora il problema è culturale. Il calcio è impegno, lealtà e appartenenza. Chi sceglie di non presentarsi, chi boicotta il lavoro altrui e chi approfitta delle difficoltà altrui per “scippare” giocatori, non sta facendo il bene di questo sport. Sta solo accelerando il declino di un mondo che dovrebbe fondarsi sul sacrificio collettivo . Si vince e si perde insieme, ma per farlo bisogna prima di tutto esserci. Chi scappa non perde solo una partita, perde la propria credibilità sportiva.”

 

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