GRS Terni Papigno, mano pesante del giudice sportivo: lunghe squalifiche

GRS Terni Papigno, mano pesante del giudice sportivo: lunghe squalifiche

Lunghe squalifiche a dirigente, calciatore ed allenatore. Il giudice sportivo, in relazione al referto arbitrale della gara Via Larga Marsciano-GRS Terni Papigno, ha inibito il dirigente Valentino Clementoni fino al 20 marzo 2026: "In quanto, nel protestare contro l'espulsione di un calciatore della propria squadra, si alzava dalla panchina e - urlando - insultava ripetutamente l'Arbitro. La sanzione viene applicata in misura contenuta essendosi il dirigente scusato a fine gara con l'Arbitro."

Inoltre ha fermato per quattro turni il calciatore Juri Cipiccia a seguito dell'espulsione rimediata nella partita e con la seguente motivazione: "In quanto nel protestare contro un fallo, a suo dire subito ma non sanzionato dall'Arbitro, si rivolgeva verso il Direttore di gara urlando fasi offensive e mimando gesti osceni. La sanzione viene contenuta nel minimo edittale avendo il calciatore presentato le sue scuse all’Arbitro a fine gara." Infine ha squalificato fino al 31 dicembre 2026 il tecnico Luciano Sciò: "In quanto veniva espulso perché reagiva ad una decisione dell'Arbitro bestemmiando ed insultandolo. All'esibizione del cartellino rosso, mentre l'Arbitro si trovava a qualche metro di distanza, lo Scio entrava nel terreno di gioco e si dirigeva con fare minaccioso nei confronti del Direttore di gara, puntandogli contro un indice della mano, e una volta giunto a pochi centimetri dal volto perpetrava le proteste continuando a offenderlo gravemente. Dopo circa 15 secondi, lo stesso veniva obbligato ad uscire dal terreno di gioco da alcuni calciatori di riserva, ma nel percorso continuava reiteratamente ad insultare l'Arbitro con minacce di percosse e morte. Vista la veemenza e il protrarsi delle ingiurie che ne ritardavano l'uscita, il gioco è potuto riprendere solo dopo 2 minuti.

Una volta all'esterno del terreno di gioco, lo Scio si posizionava nella zona antistante gli spogliatoi, da dove continuava per tutta la durata della gara ad inveire contro l'Arbitro con ripetute e reiterate offese e minacce, analoghe a quelle precedenti. A fine gara, mentre l'Arbitro si accingeva ad entrare nello spogliatoio, tentava di impedire il suo rientro frapponendosi dinanzi a lui, non riuscendovi solo grazie all'intervento di alcuni calciatori che lo tenevano ad un paio di metri di distanza, e continuava ulteriormente con le già descritte minacce e offese, rivolgendo le proprie ingiurie anche al prestigio della Federazione e dei suoi rappresentanti. Infine, pur venendo portato di peso da alcuni calciatori in direzione del proprio spogliatoio, si rifiutava di entrarvi e provava a divincolarsi un'altra volta per raggiungere l'Arbitro, senza interrompere leurla di offesa, fino a quando non veniva forzatamente obbligato ad entrare nello spogliatoio."

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