Ternana stadio-clinica, il 'day after' della sentenza apre a sviluppi e preoccupazioni
Nel pomeriggio di martedì 24 marzo è arrivata l'attesa sentenza del Tribunale amministrativo regionale dell'Umbria sul ricorso in merito al progetto stadio-clinica. Decisione dei giudici favorevole al ricorso della Regione, annullando la delibera comunale dello sorso 28 luglio del Rup Piero Giorgini, con la quale ci si avviava alla conclusione dell’iter amministrativo del progetto, con paventata la possibilità di iniziare a breve i lavori.
Inevitabilmente le sorti di 'stadio-clinica' sono legate da anni - in modo indissolubile - a quelle della Ternana calcio come società sportiva. Facendo un passo davvero indietro tutto è iniziato dalla proposta di Stefano Bandecchi, come proprietario delle Fere, nel giugno 2020. Una battaglia, quella per il riequilibrio dei posti della sanità privata in Regione e per la costruzione del nuovo stadio, che è stata poi determinante per l'elezione dello stesso Bandecchi a sindaco. Anche le successive proprietà rossoverdi hanno poi sempre palesato la loro intenzione di portare avanti il progetto: su tutte la famiglia Rizzo, avvicinatasi alla Ternana proprio per l'interesse nella sanità privata, loro settore imprenditoriale di riferimento.
Proprio la decisione regionale dell'ultimo ottobre di fare ricorso al Tar, arrivata senza preavviso o dialogo, ha rappresentato un punto di rottura sia sul piano politico che comunicativo. Dopo la sentenza, il sindaco Bandecchi ha annunciato la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato, aumentando ulteriormente la distanza tra le parti. Nel frattempo, non si sono mai interrotti i contatti tra Regione Umbria e la famiglia Rizzo e la stessa presidente Proietti - a caldo dopo la sentenza - ha ribadito l’intenzione di intervenire su Terni sia sul fronte sanitario sia su quello sportivo.
Tra le ipotesi ora in campo: un nuovo piano socio-sanitario con la messa a bando degli 80 posti per la provincia di Terni, superando l’attuale normativa, e interventi sullo stadio tramite fondi per l’impiantistica sportiva. In alternativa, si potrebbe riprendere il progetto originario ripartendo dalla conferenza dei servizi conclusa a novembre.
Resta però sullo sfondo il rischio di un disimpegno da parte della proprietà. Durante tutte le trattative estive di vendita della società il progetto stadio-clinica veniva sempre presentato - soprattutto dal sindaco Bandecchi - come principale valore economico della società rossoverde. Venuto ora meno, quale può essere il futuro della stessa squadra di calcio? Quale ora la posizione della stessa famiglia Rizzo, che ormai da mesi non parla a stampa e tifosi? Senza un dialogo concreto tra istituzioni e privati, il futuro del progetto – in qualsiasi forma venga ripensato – appare sempre più incerto e così anche quello della Ternana calcio stessa.
