Ternana, eventuale salvezza a metà: resta l’incubo per fornitori e dipendenti
Inizia una “nuova” fase per il salvataggio della Ternana. L’esercizio provvisorio, infatti, consente la salvaguardia del titolo sportivo e l’opportunità di preservarlo in continuità. Obiettivo 16 giugno, giorno in cui dovranno essere perfezionate le documentazioni necessarie (con pagamenti contestuali) per partecipare al prossimo campionato di Serie C.
In tutto questo contesto appare doveroso fare una riflessione a margine, poiché il rischio è tanto conclamato quanto appurato. Il salvataggio consentirebbe ai tesserati con contratto federale di poter ricevere gli emolumenti. Su un binario “diverso”, invece, andranno fornitori e dipendenti non federali, che rischiano seriamente di restare a bocca asciutta.
In questi mesi si è parlato molto (e giustamente) dei licenziamenti di due dipendenti storici, delle difficoltà continue del club, fino all’assemblea dei soci che ha segnato una data spartiacque. All’udienza prefallimentare ha presentato istanza una ridotta percentuale di creditori. La gestione spetterà totalmente al curatore, che naturalmente cercherà, per quanto possibile, di trovare soluzioni adeguate.
Basta tornare indietro di un paio di giorni e pensare alla partenza per Sestri Levante. Dietro al calcio giocato si “nasconde” un team fatto di professionisti che consente alla Ternana di indossare le divise da gioco, spostarsi e pernottare, raggiungendo la meta prestabilita. Senza dimenticare chi si occupa di comunicazione, contenuti digitali, cure mediche e sanitarie. Un mondo dietro.
Discorso che vale per la prima squadra, ma anche per tutto il settore giovanile. E che svolge il proprio dovere con passione e professionalità. Con la speranza che si trovi una soluzione adeguata e che, in futuro — se futuro ci sarà — scelte e decisioni siano ponderate rispetto a una realtà di terza serie.
