Ternana, quello che poteva essere ed invece non è stato

TERNANA Quello che poteva essere e che invece si sta manifestando sul campo. I limiti sottoporta della Ternana sono inequivocabili: dati significativi come gli appena otto gol segnati dai suoi attaccanti (Ceravolo 3, Avenatti e Gondo 2, Dugandzic 1) su 26 complessivi. Inoltre una perdurante astinenza in trasferta, dato alquanto significativo che vede i rossoverdi dal 5 dicembre a Vercelli mediante prodezza di Antonio Palumbo. Ben 450 minuti, recuperi esclusi,per le Fere ed appena un punto conquistato fuori dal Liberati in questo lasso di partite. Ciò che poteva, come anticipato, non è stato poi fatto. Nel mercato di riparazione, si è tentato l'assalto al centravanti, operazione fallita dato che non è arrivato nessun rinforzo per Roberto Breda. La difficoltà sottoporta di Avenatti in questa stagione ne è una delle concause ma non l'unica. Non si può certo imputare tutte le responsabilità al delantero il quale, c'è da riconoscerlo, si batte anche da solo contro un reparto intero ma quasi mai va alla conclusione. Si poteva, ed aggiungiamo noi, doveva: perchè l'obiettivo salvezza non sarà facile raggiungere e soprattutto con questo organico, piuttosto competitivo complessivamente, le ambizioni potevano aumentare anche in sede di riparazione. Se si analizza la classifica marcatori, escludendo i centrocampisti offensivi come Falletti e prendendo in esame soltanto la categoria attaccanti c'è Fabio Ceravolo che occupa la 57° posizione in griglia. Ogni compagine cadetta detiene una vera punta che ha superato almeno quota cinque in graduatoria, addirittura il Pescara ne vanta due nella top ten. Di sicuro, senza voler togliere ad i nuovi arrivati, probabilmente le trattative da concludere potevano e dovevano essere di altra tipologia. Bene le conferme in blocco, ma un innesto quantomeno per aumentare lo spessore del reparto avanzato avrebbe fatto comodo. Un peccato perchè la Ternana gioca bene, mostra trame davvero mirabili in certe circostanze ma poi si perde negli ultimi sedici metri. Non è un caso che fin qui i rossoverdi non abbiano ancora battuto un penalty con una percentuale di occupazione dello spazio post metà campo si aggira al 31%. Un dato sensibile rafforzato da quello della superiorità numerica tra le più alte di tutta la cadetteria (sabato contro il Livorno 11’51” a cospetto dei labronici 8’19”).

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