La sconfitta contro il Bari è la quarta consecutiva per i rossoverdi sempre più ultimi
Ternana, consapevolezza dopo la rassegnazione
Consapevolezza dopo lo stato di rassegnazione. Cinque anni di salvezze strappate tra la terzultima ed ultima giornata hanno di certo insegnato qualcosa. Insegnato ed imparato ad essere precisi. Ci hanno fatto fare il "callo" alla categoria, conoscerla bene nei dettagli dei singoli calciatori e nelle dinamiche. Una consapevolezza che, anche i tifosi della Ternana, hanno ben impressa. Ecco perchè la rassegnazione di una retrocessione, la quale si avvicina a grandi passi, ha lasciato il posto alla consapevolezza. I sentimenti del tifoso possono variare, è giusto e sacrosanto. Basta una vittoria, uno o più calciatori "di grido", un allenatore altisonante o delle promesse per sognare. In questi mesi, complici purtroppo più parole dette fuori che risultati sul campo, i sentimenti e le emozioni sono notevolmente mutate. Dalla speranza di un nuovo giorno fino alla rassegnazione di un tramonto senza luce. Ma stavolta, come accaduto prima dell'arrivo di Liverani ad esempio, le esperienze con il buio hanno portato un briciolo di sano realismo. Solo quando si tocca il fondo calcistico è più facile comprenderla. Ed allora la consapevolezza di non avere una squadra all'altezza, nonostante i proclami, che poteva competere con le ultime della classe, altro che play off o di più. Una compagine non rinforzata come si doveva, stanno si inclinando la piazza verso una mesta retrocessione. Ma c'è anche consapevolezza di tutto ciò che poteva avverarsi ma non è stato evitato. Inesperienza probabilmente. Cambio tecnico tardivo altrettanto. Mercato non soddisfacente, eufemisticamente scrivendo. Di certo le cinque stagioni pregresse in B hanno apportato esperienza, passione, "tribbolazione" e...consapevolezza. Ci aggrappiamo alle parole di mister De Canio per sperare ancora un pò e vedere le Fere ancora in Serie B. Come lo scorso anno con mister Liverani, sarebbe un miracolo calcistico. Il problema però, sempre per esperienze pregresse, è che non vediamo la materia prima per riuscirvi (speriamo di sbagliarci ndr)
