Ternana, stadio-clinica respinto al Tar: stop contezioso su accreditamenti sanitari

Ternana, stadio-clinica respinto al Tar: stop contezioso su accreditamenti sanitari

Dopo un'attesa durata tre anni, il Tribunale Amministrativo Regionale dell'Umbria ha respinto il ricorso presentato dalla Ternana Unicusano Calcio contro la Regione Umbria e la casa di cura Liotti Spa. La società rossoverde aveva impugnato una delibera regionale del giugno 2022 che riguardava la definizione dei requisiti essenziali per l'accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie e la proroga della validità degli accreditamenti già concessi.

Al centro della vertenza il progetto stadio-clinica promosso dal club, che prevede la realizzazione di una nuova casa di cura privata all'interno del complesso sportivo. Secondo la Ternana, la delibera regionale avrebbe indebolito i criteri per l'accreditamento presso il servizio sanitario regionale e, prorogando gli accreditamenti esistenti, avrebbe pregiudicato la propria possibilità di ottenere in futuro le necessarie convenzioni una volta realizzata la propria struttura, temendo che il limite di posti letto accreditati fosse già saturato a causa delle proroghe.

La Regione Umbria, costituendosi in giudizio, aveva sostenuto che la Ternana è una società calcistica, non proprietaria né autorizzata a realizzare alcuna struttura sanitaria al momento del ricorso, e che l'atto impugnato aveva carattere generale, privo di effetti diretti sul club.

Il Tar ha dato ragione alla Regione, dichiarando il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione e di interesse. I giudici hanno spiegato che il percorso per ottenere prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale prevede diverse fasi (autorizzazione alla realizzazione, autorizzazione all'esercizio, accreditamento, accordi contrattuali), e la Ternana non possedeva nemmeno la prima autorizzazione per la clinica in progetto. Pertanto, non aveva un interesse attuale e concreto a contestare la delibera. L'assenza di un progetto costruito e operativo ha escluso un danno diretto dalla delibera regionale.

Il ricorso è stato quindi respinto e la Ternana è stata condannata al pagamento delle spese processuali per 3.000 euro. Resta da vedere se la società deciderà di fare appello al Consiglio di Stato, mentre l'iter per il progetto stadio-clinica, con la presentazione di nuova documentazione al Comune e l'attesa della convocazione del RUP, prosegue.

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