Ternana, la contesa dei 'Murales' del Liberati: tra nuovo stadio e tutela
Si è acceso un vivace dibattito sul futuro degli storici murales realizzati dai profughi cileni ospitati a Terni dopo il golpe di Pinochet, in vista dei lavori per il nuovo stadio Liberati, parte del progetto stadio-clinica della società Ternana calcio. La questione, che vede contrapporsi esigenze di sviluppo infrastrutturale e la salvaguardia di un patrimonio culturale unico e identitario della città, è al centro dell'attenzione delle istituzioni e delle associazioni civiche.
- Anibaldi
In merito a questa delicata vicenda, il project manager Sergio Anibaldi ha rilasciato dichiarazioni a Ternitoday: "Sono state avanziate due richieste di stralci del progetto esecutivo. La prima è legata al recupero, rifunzionalizzazione e ripristino dei murale. La seconda invece fa riferimento all’accantonamento delle medesime opere. Operazioni strettamente necessarie per l’avvio del cantiere. In questo senso è stata fatta una riunione operativa con il Rup proprio per richiedere l’autorizzazione a procedere."
Un comitato e associazioni a salvaguardia dei Murales cileni
A sollevare forti preoccupazioni è il comitato civico Salviamo il Liberati, che ha inviato un messaggio diretto al Comune di Terni e alla Ternana Calcio. Il comitato ha dichiarato, riportando integralmente il proprio comunicato: "Questo Comitato fa richiesta ai soggetti interessati di sospendere l'azione di intervento sui murales presenti nelle curve Sud ed Est dello stadio comunale Liberati preannunciata tramite comunicato stampa, non essendovi ancora alcuna certezza circa la possibilità di realizzazione dell'opera di edificazione dell'ipotizzata nuova struttura, in ragione dell'assenza ad oggi del piano esecutivo, nonché della verosimile sopravvenienza di ricorsi legali preannunciati da vari soggetti, che renderebbe irresponsabile la rimozione dei murales."
Il comitato ha inoltre aggiunto che: "Riteniamo un atto di irresponsabilità da parte dei soggetti coinvolti l'intervento di rimozione, nell'attuale fase ancora assai interlocutoria e quantomai incerta dell'ipotizzata realizzazione del nuovo stadio, degli storici murales dipinti dagli esuli cileni della Brigata Pablo Neruda nel 1975 a seguito del golpe di Augusto Pinochet. L'intervento risulta allo stato attuale ingiustificato, non essendo ancora presente un piano esecutivo e di fronte alla vacanza della proprietà della Ternana Calcio, società in stato di smobilitazione e già sanzionata a livello sportivo per inadempimenti economici."
Sul tema sono intervenute anche numerose associazioni locali e gruppi di tifosi della Curva Est, che hanno inviato una segnalazione ufficiale alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria il 29 agosto 2025, richiedendo che tutti i passaggi relativi ai murales siano monitorati dalla Sovrintendenza regionale. Il comunicato stampa congiunto di ARCI Terni – Il Pettirosso APS – Associazione Sentieri Partigiani – ANPI Terni – CGIL Terni – ASD Gramsci Terni – Gruppi Curva Est “Vecchio Stampo” e “Brigata Gagarin” si riporta integralmente:
"Dopo le notizie apparse sulla stampa locale riguardo allo spostamento dei murales della Brigata “Pablo Neruda” realizzati cinquant’anni fa allo stadio “Libero Liberati”, le associazioni ARCI Terni, Il Pettirosso APS, Sentieri Partigiani, ANPI Terni, CGIL Terni, ASD Gramsci Terni e i gruppi della Curva Est dello stadio “Liberati” Vecchio Stampo e Brigata Gagarin hanno inviato una segnalazione ufficiale alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria per chiedere la tutela, il recupero e un’adeguata conservazione dei quattro murales storici realizzati nel 1975 dai giovani esuli cileni ospitati nella nostra città.
Queste opere, dipinte all’interno della curva est e della curva sud, rappresentano una testimonianza unica di solidarietà internazionale, memoria storica e impegno civile. Realizzati dai profughi cileni ospitati a Terni dopo il golpe di Pinochet, sono un patrimonio culturale e identitario della città e tra i pochi esempi ancora presenti in Italia. Negli ultimi anni i murales hanno subito degrado, intemperie e un precedente “restauro” comunale non rispettoso delle opere, che ne ha compromesso in parte l’integrità. La prospettiva della loro imminente rimozione, rende urgente un’azione di tutela.”
Le associazioni firmatarie chiedono quindi alla Soprintendenza che verifichi l’interesse culturale dei murales e li immetta in un regime di tutela; che assuma un ruolo diretto di supervisione nelle operazioni di rimozione e restauro; che garantisca che le opere siano conservate e ricollocate in sedi adeguate e accessibili alla cittadinanza; e che promuova la documentazione storica e scientifica del processo. A conclusione del loro appello, dichiarano: “I murales del Liberati non sono semplici decorazioni murarie ma un lascito degli esuli cileni alla nostra città, testimonianza viva di lotta contro la dittatura, solidarietà e accoglienza. La loro perdita o compromissione rappresenterebbe un danno irreparabile dal punto di vista storico, artistico e civile.”
Di fronte a questa contrapposizione tra sviluppo e conservazione, nascono delle domande: dove e come finiranno questi simboli di storia e solidarietà? Saranno recuperati e valorizzati in un contesto adeguato, oppure accantonati, perdendo parte della loro forza evocativa e del loro valore testimoniale per la città di Terni e oltre? Il futuro dei murales cileni del Liberati attende quindi una risposta definitiva, che tenga conto sia delle esigenze urbanistiche sia del profondo significato culturale e civico che essi incarnano.
