Ternana, penalizzazione in classifica: i motivi della recidiva
Confermata la penalizzazione in classifica di cinque punti. La Ternana calcio ha deciso di procedere con il ricorso al Collegio di garanzia del Coni. Un ultimo appello per tentare di ridurre la penalità da scontare nella stagione corrente. Sono state pubblicate le motivazioni che hanno portato a confermare il meno cinque, da parte della Corte federale d’appello a sezioni riunite. Gli avvocati del club hanno cercato di focalizzare l’attenzione soprattutto su due aspetti: i cosiddetti altri compensi e la recidiva.
Le motivazioni
La Corte ha spiegato perché è stata applicata la recidiva: “Ha carattere generico e non richiede l’identità né della natura delle violazioni, né dei soggetti autori materiali delle stesse, essendo sufficiente l’esistenza di una precedente condanna interstagionale definitiva. La responsabilità della società sportiva ha natura diretta e propria. Pertanto la continuità soggettiva permane, indipendentemente dall’avvicendamento degli organi amministrativi".
Inoltre è infondata: “La censura relativa alla diversa natura delle violazioni. L’articolo 18, comma 2, CGS estende l’applicabilità dell’aggravante a tutte le possibili infrazioni, con il solo limite rappresentato dalla definitività della precedente pronuncia di condanna, non essendo richiesto che i fatti siano della medesima specie o afferenti al medesimo obbligo. Infine, la sanzione irrogata dal Tribunale – pari a un solo punto di penalizzazione a titolo di recidiva – risulta perfettamente coerente con l’evoluzione dell’orientamento giurisprudenziale in materia di violazioni economico-finanziarie. L’aumento della sanzione in caso di recidiva deve essere della stessa natura della sanzione applicata per la violazione principale”.
Viene specificato che la sanzione: “Appare oggettivamente congrua, dovendo rispondere al più ampio principio di salvaguardare la regolarità della competizione sportiva e i principi di parità di trattamento con gli altri competitori delle manifestazioni sportive”. Pubblicate le motivazioni la società potrà procedere con il ricorso.
