Ternana, Stefano Bandecchi: "Perplessità sul futuro della società da sindaco e da tifoso.
Dopo l’incontro, però, il primo cittadino si è soffermato con i giornalisti per affrontare più nel dettaglio la situazione della società. Bandecchi ha espresso alcune preoccupazioni legate alla gestione e alle prospettive future del club.
“Sulle ingiunzioni comunali alla Ternana – ha spiegato – si tratta di un passaggio inevitabile, che nasce dalle procedure avviate dai dirigenti. Come amministrazione comunale abbiamo chiarito all’amministratore unico che il Comune è comunque tra gli ultimi soggetti a cui devono essere saldate le pendenze, considerando che il debito complessivo della società si aggira intorno ai 14 milioni di euro. Per quanto riguarda il futuro dell’impianto – ha aggiunto – siamo in attesa della decisione del Tar. Sulla convenzione non ci sono particolari criticità e lo stadio, in ogni caso, è pienamente agibile”.
Bandecchi ha quindi distinto il proprio ruolo istituzionale dal legame personale con la squadra: “La mia attenzione verso la Ternana nasce prima di tutto da tifoso. Come sindaco però ho delle responsabilità che devo portare avanti, anche se non è semplice, soprattutto perché i rapporti con la proprietà non sono dei migliori. Inoltre, anche come imprenditore ho avuto rapporti con la società”.
Entrando nel merito della situazione economica del club, il primo cittadino ha evidenziato alcune perplessità: “La mia preoccupazione riguarda la mancanza di chiarezza sulla strategia futura. Non conosco i conti correnti della famiglia Rizzo, ma la domanda che mi pongo da sindaco è come mai si siano create tutte queste difficoltà economiche proprio nell’anno in corso. I Rizzo erano perfettamente a conoscenza sia dei debiti pregressi sia dei costi necessari per gestire la stagione. A gennaio è stato fatto un calciomercato che ha comportato un aumento del monte ingaggi. È stata una decisione presa dalla società, non da altri. Proprio per questo viene spontaneo chiedersi perché la gestione sia così ristretta”.
Il sindaco ha sottolineato anche le difficoltà che emergono quando alcune spese restano insolute. “Se non vengono pagati ristoranti, alberghi o i vigili del fuoco, non si può pensare che siano tutti soci della Ternana. Il vero problema nasce nel momento in cui non vengono saldati nuovi debiti”.
Sul progetto stadio-clinica Bandecchi ha voluto essere chiaro: “Non si può utilizzare questo tema come giustificazione. La squadra prima di tutto gioca a calcio e le priorità devono essere i conti della società. Non si possono lasciare fatture in sospeso aspettando una sentenza del Tar. Prima si pagano i debiti della Ternana. Se non c’è l’intenzione di continuare a gestire la squadra, allora la si metta in vendita”.
Bandecchi ha poi escluso un suo ritorno diretto nella gestione del club. “Non rinuncerei all’incarico di sindaco per riprendere la squadra. Sono stato rinviato a giudizio proprio per vicende legate al calcio e non so nemmeno se oggi potrei occuparmi della squadra femminile”.
Infine ha chiarito di non avere contatti con la proprietà da diversi mesi. “Non parlo con i rappresentanti della famiglia Rizzo da agosto. Se davvero non venissero pagati i dipendenti sarebbe una situazione molto grave e chi lavora dovrebbe rivolgersi agli enti competenti del Comune, come accade per altre crisi aziendali del territorio”.
In conclusione, Bandecchi è tornato sul progetto infrastrutturale legato allo stadio. “Il progetto stadio-clinica resta centrale. La Ternana è interessante anche per questo tipo di sviluppo e potrebbe rappresentare un investimento importante per la crescita della città e della provincia. La domanda però è legittima: l’interesse è solo per lo stadio-clinica oppure anche per il futuro della squadra? Credo comunque che il Tar ci darà ragione."
