Ternana, cinque motivi per spiegare la retrocessione delle Fere

Ternana, cinque motivi per spiegare la retrocessione delle Fere

La retrocessione della Ternana ha portato con se, a distanza di giorni, un dibattito fervente in città. L'epilogo della stagione ha infatti lasciato l'amaro in bocca a tutto l'ambiente rossoverde. Nonostante le buone prestazioni fornite nell'ultimo periodo e la viva speranza di arrivare alla salvezza, il torneo delle Fere è stato complesso fin dall'inizio, costellato già dall'estate da molteplici difficoltà. La gara di ritorno dei Play Out contro il Bari ha poi sancito la pietra tombale. A mente fredda si possono ad andare a individuare alcuni dei motivi del ritorno in Serie C.

La partenza in ritardo della programmazione della stagione. Questo forse è il rammarico più grande di tutti gli addetti ai lavori di casa Ternana, sottolineato anche da Capozucca e Capuano nella conferenza stampa post retrocessione. Dapprima i tira e molla sulla vendita di Bandecchi, poi i lunghi tempi tecnici del cambio societario. Solo da fine luglio 2023 si è iniziata davvero a programmare la nuova stagione con Guida come Presidente. Da li ritardi su ritardi che si sono andati a sommare nell'organizzazione del ritiro e nella costruzione della squadra. Il nuovo d.s. Capozucca ha potuto iniziare il suo lavoro solo a calciomercato ampiamente iniziato e gli è stata richiesta una vera e propria rivoluzione della rosa, visto il nuovo ridotto budget messo a disposizione e i tanti contratti pesanti presenti in squadra. Emblematico vedere che dei 26 giocatori convocati nel primo giorno del ritiro di Cascia solo tre erano ancora presenti in rossoverde al termine della stagione: Iannarilli, Capuano e Sorensen.

L'inizio horror con Lucarelli in panchina e il tardivo esonero. Tutto ciò che era successo nel complesso periodo prestagionale ha poi avuto i suoi nefasti effetti nell'inizio di stagione. Per le Fere un magrissimo bottino di 6 punti nelle prime 12 partite, sconfitte anche immeritate come quelle contro Catanzaro, Como, Ascoli e il pareggio per un rigore apparso alquanto generoso contro il Sudtirol. La rotta poteva e doveva essere cambiata in precedenza, con l'ex Livorno quest'anno non è mai scattata la scintilla.

La nuova rivoluzione del calciomercato di gennaio. Con il nuovo allenatore Breda le Fere hanno fin da subito ingranato una nuova marcia, con le fondamentali vittorie contro Cosenza, Feralpisalò e Lecco. Tre successi preludio a un calciomercato di nuovo molto movimentato. Per motivi diversi sono arrivate le cessioni di giocatori centrali come Falletti, Diakitè e Mantovani (in particolare quest'ultima difficile da spiegare), rimpiazzati con calciatori che hanno avuto un buon impatto come Pereiro e Sgarbi. Il bilancio del mercato invernale può anche essere positivo. Tutto ciò ha però portato di nuovo una rivoluzione negli equilibri della squadra, costringendo Breda a ripartire di nuovo quasi da zero.

Gli infortuni. Ad incidere nel rush finale le pesanti assenze di tanti giocatori fondamentali. Su tutte quella di Sgarbi, difensore che aveva avuto un ottimo impatto con la maglia rossoverde. Poi ci si sono messi i problemi di Iannarilli (comunque ottimamente sostituito da vitali), di capitan Capuano, nelle ultime gare anche di Favilli e Pyyhtia. Solo sfortuna? Non esplicitamente. Ad esempio N'Guessand preso a gennaio non è mai stato disponibile, cosi come Zuberek. Inoltre, difficili fin dall'inizio sono state anche le situazioni di Viviani e Favilli, con il primo quasi mai utilizzato ed il centravanti costretto a diverse soste ai box. Tutte variabili che hanno portato soprattutto nel finale ad avere una rosa davvero troppo corta.

I punti persi al novantesimo (in particolare negli scontri diretti in casa). Alla fine dei giochi quello che pesa di più è che, al di fuori dei Play Out, alla Ternana sarebbe bastato un solo punto in più per salvarsi durante il campionato. Rimane questo il rammarico più grande di mister Breda, come sottolineato nella conferenza post Bari. Le occasioni per portare a casa qualche punto in più durante la stagione non sono mancate. Come già sottolineato, fin dall'inizio la Ternana ha perso punti immeritatamente e nei finali di partita. Nel girone di ritorno pesano soprattutto il gol nel finale di Moreo a Pisa, e tantissimo quelli di Di Serio e Botteghin nelle decisive sfide salvezza contro Spezia e Ascoli. Infatti, proprio l'incapacità di vincere negli scontri diretti in casa rimane sicuramente come una delle cause principali della retrocessione e la Ternana si è portata dietro questi spettri anche nello spareggio Play Out.

Tanti piccoli errori e variabili più o meno controllabili che non hanno permesso di raggiungere l'obiettivo finale, ovvero mantenere la categoria. Traguardo che sarebbe stato fondamentale perché avrebbe portato a maggiore solidità economia e permesso alle Fere di vivere un'altra stagione in un campionato avvincente e prestigioso come quello cadetto. Invece si ripartirà ancora da zero, con tanti dubbi sul futuro, e proprio guardando agli errori del passato, la speranza è che questa volta si possa programmare tutto con maggior tempo e organizzazione.

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